Questo spettacolo è inserito nella
festa del teatro
di Gianni Rodari
scrittura scenica e regia di Alessandro Del Bianco
produzione TeatroCinque
In una corte bislacca vi sono un re e una regina molto vanitosi.
Il potere misurato dallo sfarzo, dall’eleganza e dalla vanità.
Il potere qui è potersi vestire, sentirsi eleganti, più di
tutti gli altri e più di tutti belli. Anche se tanto belli non si è.
Il regno dell’apparire ha un serio problema: riuscire a placare l’ira dell’imperatore che non ha nulla di nuovo da indossare. Una galleria degli orrori in senso buono e bonario, un regno dell’apparire, che attende il momento più importante della giornata: la scelta del vestito del Re.
Due sarti, giunti alla corte del re da luoghi sconosciuti, hanno la soluzione: un vestito che può essere visto solamente da intelligenti e onesti.
Il re commissiona il lavoro, e tutta la corte caduta nel tranello applaude i vestiti nuovi dell’Imperatore.
Tutta? No. Un bambino dice la verità: il sovrano è nudo.
In questo spettacolo abbiamo voluto ricreare, oltre al messaggio del testo
di Gianni Rodari, il regno deformato dell’imperatore, come lo sono un sogno
o un quadro fantastico, i cui abitanti sono creature paradossali quanto vere,
persone il cui agire non sottostà a dettami morali o a condizionamenti
psicologici, ma vive di vita propria senza bisogno di giustificazione, come
nel teatro di Alfred Jarry.
E questo stile per noi è un veicolo per trasmettere nuovamente la
nostra visione del teatro con i ragazzi in cui è bello fare, esprimersi,
estremizzare, deformare. La scelta dell’utilizzo della tecnica e della
poetica del clown va proprio in questa direzione.
Lo spettacolo rappresenta una tappa significativa della ricerca che la
compagnia Teatro Cinque conduce da oltre dieci anni sulla poetica di Gianni
Rodari, ricerca condotta nell’ambito dei laboratori teatrali per le scuole
del territorio lombardo e di percorsi di animazione del libro nelle biblioteche.
Un aspetto fondamentale della drammaturgia dello spettacolo è il
linguaggio, che affonda le proprie radici nella "Grammatica della
fantasia", testo teorico di Gianni Rodari; infatti i personaggi e le
scene dello spettacolo prendono vita a partire dal gioco della libera
associazione e del limerick.
Il testo di Gianni Rodari diviene quindi strumento per la creazione di relazioni, dinamiche e conflitti tra i personaggi, evidenziando la deformità di un regno e di un modo di vivere in cui ciò che conta è soltanto l’apparire.
| Età indicata dai 6 anni |
Tecniche attore, clown |
Durata 60 min |
I vestiti nuovi dell’imperatore
14 e 21 febbraio
Rappresentazioni: Domenica h. 16.00, mattiné riservate alle scuole: h. 9.00 e h. 11.00
Intero 8€, ridotto 5€ (minori di 14 anni e maggiori di 60)
Prenotazione obbligatoria.

Aniceto
Domenica 25 ottobre
ore 16.00

C’era due volte il barone Lamberto
Domenica 7 febbraio
ore 16.00

I vestiti nuovi dell’imperatore
Domenica 14 e 21 febbraio
ore 16.00

Rodari, Rodari, Rodari
Domenica 28 febbraio
ore 16.00