di T. Wilder
regia di Irina Galli
con Francesco Basile, Gabriele Bergonti, Montserrat Camps Llorens, Vittorio Carotenuto, Francesco D'Amelio, Tristano Esercizio, Claudia Gallo, Veronica Gasparoli, Paolo Modugno, Marco Sandretti, Imelda Sperotto
produzione Centro Studio Attori
Tutta la vicenda si incentra sulla famiglia Antrobus: George (il padre), Maggie (la madre), Gladys (la figlia), Henry (il figlio) e Sabina (la cameriera).
Gli Antrobus rappresentano al tempo stesso una tipica famiglia americana
medio borghese che La Famiglia umana e la sua capacità di resistere
alle peggiori vicissitudini della storia, tra glaciazioni, alluvioni e conflitti
mondiali, riuscendo sempre a salvarsi "per il rotto della cuffia":
nel primo atto siamo all'inizio del XX secolo nel New Jersey e dell'Era Glaciale.
George Antrobus (cognome che riecheggia il greco antico "ántropos",
cioè "uomo/persona") sta inventando cose come la leva, la
ruota, l'alfabeto e le tavole pitagoriche.
La famiglia Antrobus e tutti gli Stati Uniti nord-orientali arontano
l'estinzione per un muro di ghiaccio che si sposta dal Canada verso sud.
Il secondo atto inizia sul corso principale di Atlantic City (New Jersey),
dove la famiglia Antrobus presenzia al giuramento di George insignito della
carica di presidente dell'Antico e Onorato Ordine dei Mammiferi, Sezione
Umani. È presente anche Sabina nei panni di un'intrigante regina di
bellezza, la quale cerca di rubare l'affetto che George nutre per sua moglie
e la sua famiglia.
L'atto termina con una riconciliazione di tutti gli Antrobus e il loro tentativo,
(un parallelo della storia biblica dell'Arca di Noè), di salvare il
mondo: infatti la famiglia metterà in salvo coppie di animali su una
grande nave dove soppravviveranno alla tempesta o alla fine del mondo.
L'atto finale si svolge sulle rovine della vecchia casa della famiglia
Antrobus. C'è stata una guerra devastante. I membri della famiglia
discutono sulla capacità della razza umana di ricostruire e andare
avanti dopo continue distruzioni.
Si pone la domanda: esiste un talento o una qualità della razza umana
che valga abbastanza da meritare di essere restaurata dalla civiltà?
La Famiglia Antrobus è anche un meraviglioso gioco di teatro nel teatro,
nel quale si svela la cruda critica di Thornton Wilder al teatro borghese.
Scritta alla viglia dell'entrata in guerra degli Stai Uniti, continua a
regalarci un grande senso di attualità, che, a detta dell'autore
stesso, risuona meglio in tempi di crisi.
Secondo appuntamento con i giovani attori del CentroStudioAttori, dopo il brillante risultato di Rumori fuori scena, nuovamente impegnati in una commedia, alla quale l'autore e la regia tolgono ogni paravento scenografico, mettendo in risalto l'opportunità di lavorare sul doppio ruolo di attore nella commedia e del personaggio.
La famiglia Antrobus
venerdì 18 marzo 2011
max 50 spettatori per rappresentazione.
Inizio spettacoli: h. 21.00
Posto unico 5€
Tessera 2€.
Prenotazione obbligatoria.