Incroci, derive

di Eugène Durif

coreografie e regia di Irina Galli

produzione TeatroCinque

Foto di scena Incroci, derive

La tematica dell’impossibilità dell’incontro con l´altro, nonostante l´incessante ricerca dell´unione, caratterizza da anni il percorso creativo della regista Irina Galli.

Incroci, derive di Eugène Durif si differenzia dai molti testi del panorama contemporaneo per la sua capacità di rendere la frantumazione dell´essere umano, la sua dissoluzione e disperazione, senza tradurre necessariamente la forza in crudezza, nel linguaggio e nelle situazioni, ed è inoltre ricco di espressioni di universalità umana. I cosiddetti “universali trasversali” costituiscono il cuore di questa scelta artistica. L´attesa, la solitudine, il desiderio, il possesso, l´incomprensione, l´illusione, la complicità, la paura dell´abbandono sono singole esperienze, vissuti dei vari personaggi, ma contempraneamente risuonano in modo universale: attraversano l´anima di ciascuno e riguardano tutti. La spinta individuale verso l´assoluto che si ricerca nell´“incontro”, esso stesso luogo che permette all´individuo di esprimersi, rappresenta il filo conduttore del lavoro. Il più delle volte tuttavia l´incontro fallisce; resta un “tentativo di”, una “tensione verso”, una scia di frammenti increspati e vuoti.


Il lavoro nel teatrodanza di Irina Galli trae origine dal percorso realista seguito da Alessandro Del Bianco nella conduzione degli attori, e si concretizza espressivamente nella ricerca del personaggio, del suo gesto essenziale, che ripetuto, contratto o dilatato nel tempo, assurge a simbolo, icona e istante vivo di quell´essere.

Quello che viene messo in scena non è il testo, quanto piuttosto la relazione tra gli attori e il testo. E tra la regista e il testo.

Dal testo, dalle sue sonorità e dalle sue valenze simboliche, nasce il movimento individuale e collettivo, che è già subito danza e teatro.