di Euripide
coreografie e regia di Irina Galli
con Leonardo Bilardi, Daniela Gamba, Valeria Impedovo, Simona Lombardelli, Monica Migliarotti, Letizia Siri, Caterina Teoldi
produzione TeatroCinque
Troia è in fiamme.
Gli uomini sono tutti morti.
Oltre il dolore.
La polvere arsa dell’insensato.
Madri, mogli e figlie si radunano attorno ad Ecuba, in attesa di
essere deportate o vendute come amanti e schiave, private di ogni
possibilità di decidere ed agire. Il dolore sordo, cieco, eccessivo,
inaccettabile della sopraffazione e della perdita, risuona crudo e roboante
nelle percussioni in scena.
Del testo solo le parole essenziali che risuonano nei corpi e dai corpi con
istinto di necessità.
È la guerra. O quello che la guerra lascia dietro di sé. Le emozioni necessarie, profonde, vive, riecheggiano nell’animo delle donne, di tutte le donne. La madre, la moglie, la folle visionaria, la vecchia, tutte portano dentro di sé il bagaglio gigantesco di un sapere (emotivo) che sta alla base dell’umanità, come la terra con le piante. La danza, il teatrodanza, non fa altro che interpretare e trasmettere sinteticamente questa memoria emotiva, patrimonio di tutti gli esseri umani.
I movimenti delle danzattrici, con la forza espressiva dei volti e della realtà vissuta in scena, diventano cassa armonica e amplificano il sentimento, che come un grido arriva dritto a chi assiste allo spettacolo. Impossibile quindi non ritrovarsi in quello che si sta vivendo in scena. Ma per ritrovarsi necessario prima perdersi.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
La scelta registica stata quella di lasciare che le parole del testo di Euripide venissero recitate attraverso monitor televisivi. Il significante (la parola recitata e poi ritrasmessa su monitor) appartiene all’oggi, la forma contenitore si stacca dal suo significato profondo (interpreatato dalla danza), creando così la condizione di spaesamento che riporta l’attenzione alle sensazioni più vere, reali. Il risultato quello di una sensazione finale di conforto, data dal sentirsi tutti fortemente partecipi di una resistenza in primo luogo umana ed emotiva di fronte alla forza distruttrice della guerra.
Il lavoro nel teatrodanza di Irina Galli trae origine dal percorso realista seguito da Alessandro Del Bianco nella conduzione degli attori, e si concretizza espressivamente nella ricerca del personaggio, del suo gesto essenziale, che ripetuto, contratto o dilatato nel tempo, assurge a simbolo, icona e istante vivo di quell´essere.
Quello che viene messo in scena non è il testo, quanto piuttosto la relazione tra gli attori e il testo. E tra la regista e il testo.
Dal testo, dalle sue sonorità e dalle sue valenze simboliche, nasce il movimento individuale e collettivo, che è già subito danza e teatro.