di Herbert Achternbusch
regia di Irina Galli
con Alessandro Del Bianco, Elisabetta Fraccacreta, Irina Galli, Valeria Impedovo, Maria Vittoria Martini, Letizia Siri
produzione TeatroCinque
In scena cinque scatoloni che rinchiudono Susn.
Piccole doll house che racchiudono un mondo, ciascuna quella di Susn ad
un’età diversa.
Pezzi di memoria, le altre, che continuano a vivere, sempre più
frammentate e vuote durante tutto lo spettacolo.
Ciascuna interagisce con il proprio "creatore" lo
scrittore-autore-parroco-marito-carnefice che con grande crudeltà e
perspicacia Achternbusch mette in scena, attraverso il personaggio di se stesso.
Susn ci porta addosso una violenta riflessione sui destini mancati, ma
ancor più su una problematicità sulla relazione tra un artista e la sua
compagna, contemporaneamente musa ispiratrice e castratrice nel rapporto
con la creazione artistica, nell’eterna contraddizione tra la spinta elevatrice dell’arte e la
mediocrità della vita.
Susn è il racconto tagliente di una vita.
Cinque monologhi in altrettanti momenti della vita, a distanza di
dieci anni l’uno dall’altro.
Susn.
Solitudine, ribellione, mortificazione, disprezzo di sé, alcolismo,
follia.
La risposta mancata nella chiesa, nel sesso, nel rapporto d’amore, nei figli.
Quando la domanda nasce dentro, ma non trova riscontro fuori, né
nelle relazioni, né nelle istituzioni.
Un’umanità livida e struggente nel suo costante non trovare,
che colpisce dritto al cuore.
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