3 Dicembre 2010
Cari soci, cari amici, cari compagni di viaggio,
ci rivolgiamo a tutti voi e, in particolare, a quei circa 25 spettatori (metafore retoriche per il Manzoni, crude realtà per il Teatro Cinque) che nelle tre scorse stagioni hanno percepito il nostro (e loro) teatro come necessario.
Il punto di partenza di questa comunicazione è la sospensione che il
Teatro Cinque ha scelto di attuare per la stagione in corso:
non vi sarà un reale calendario, non vi saranno spettacoli promossi
a mezzo stampa, non vi sarà una stagione regolare.
Abbiamo bisogno di migliorare:
in primis nelle condizioni architettoniche e di arredamento per innalzare la sala
a locale di pubblico spettacolo, anziché spazio dell'associazione culturale,
innanzitutto per non costringevi alla tessera associativa che è un rito
pesante sia per voi che per noi.
Inoltre non possiamo prolungare neanche per un solo anno in più questa
modalità che sembra atta soltanto ad aggirare la legge, quando la legge
e la costituzione sono gli aspetti che ci stanno più a cuore di questa
nostra Signora, ancora indecisa se dirsi Italia o italietta.
Per questo non vogliamo imbrogliare: se la sala non è davvero a norma,
non possiamo fare spettacolo.
La nostra solidarietà va, a tal proposito, ai teatri che da qualche
tempo vengono brutalmente e barbaramente - se non altro nella forma - chiusi
dalla polizia annonaria a Milano: pensiamo al Teatro Libero e al Teatro della Memoria.
Recrudescenza di un'azione in sé giusta, ma in un sistema orfano di politica
per la cultura atta a salvaguardare Milano in testa alle città europee,
per modestia di fermento teatrale "Off".
Ci farebbe piacere accoglierli qui (qualcuno ce lo ha anche chiesto), avere spazio
per ospitare una compagnia costretta alla chiusura, ma sarebbe come se il porcellino
della casa di paglia accogliesse quello con la casa di legno. Non funziona.
La seconda ragione è la qualità - la prima per il nostro processo
interno: sappiamo che il meccanismo con il quale abbiamo proposto una media di 8
produzioni all'anno, oltre a 3/5 produzioni di teatro per le famiglie nelle domenicali,
ha nell'arco del triennio reso evidente ogni vero limite di consistenza della nostra compagine.
L'ambizione o la presunzione di proporre un teatro in cui la vita in scena sia
centrale, e sappia raggiungere lo spettatore per vie dirette, non solo sensazionali
ed emozionali ma anche sentimentali, artistiche e intellettuali, non ci dà
per nulla l'impressione di essere un obiettivo che abbiamo raggiunto e, comunque, mai
stabilmente.
La terza ragione è economica: amando la legalità e, soprattutto, riconoscendo la commozione che ci produce l'ascolto del primo articolo della costituzione: "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro...", ci atteniamo drammaticamente e costantemente al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Questo ha un costo che oscilla tra i 20 e i 50 mila euro ogni anno, creando una voragine finanziaria sia per la compagnia (la cooperativa Teatro Cinque) sia per il teatro (l'associazione Teatrocinque), che non dispongono di sovvenzioni.
Dobbiamo dire che questo accidente, espresso nella percezione di non potere e
non volere andare avanti come negli anni scorsi, ci presenta, però, delle
opportunità in ogni direzione e, in un certo senso, la sentiamo come una
buona cosa, poiché:
il piano economico ci costringerà a fare i conti fino in fondo nella
relazione tra Moovie (società ospitante, attualmente ad affitto zero) e
Teatro Cinque, nell'andare verso uno spazio più efficace anche in termini
numerici, oppure, verso la ricerca di spazi più idonei al teatro che sentiamo
di proporre.
E crediamo che questo stato di cose sia un vero incentivo per un migliore processo di crescita: crescere vuol dire avere, ad esempio, più tempo per provare.
Sul piano qualitativo significa ricominciare a lavorare ad una buona modalità (vecchia nella storia del teatro) ma nuova nella nostra città, di relazione con il pubblico e con l'evento teatro: la ricerca verso un Teatro Studio, che è nelle nostre corde dal 1990.
Già prima di rinunciare definitivamente all'idea della stagione, stavamo
ipotizzando due stagioni: una con le produzioni del Teatro Cinque e un'altra che
permettesse ai nostri attori e registi del CentroStudioAttori, di mettere in prova
e presentare alcuni studi scenici; ora, crediamo di poter dire che il nostro orientamento
finale sarà il seguente:
faremo delle presentazioni di spettacoli rivolte ai soli soci tesserati preventivamente
(e non in concomitanza dell'evento) senza pubblicità all'esterno (né con
locandine, né a mezzo stampa) e potremo così avere in questi lavori un
rapporto più diretto con il pubblico, anche con incontri dopo lo spettacolo,
questionari on line e altro ancora.
Presenteremo anche spettacoli in forma compiuta, alcuni dei quali al Piccolo Teatro della Martesana (il teatro comunale che gestiamo a Cassina de' Pecchi), ai quali i nostri soci saranno invitati gratuitamente.
Mentre al Teatro Cinque di via Ascanio Sforza saranno presentati anche lavori prodotti dal Centro Studio Attori; tra questi La famiglia Antrobus, di T. Wilder e Rumori fuori scena, di M. Frayn.
Vi presentiamo, quindi, il cartellone provvisorio:

di M. Frayn
regia di Irina Galli
Produzione Centro Studio Attori
con Francesco Basile, Montserrat Camps Llorens,
Vittorio Carotenuto, Astrid Casali, Francesco D'Amelio,
Tristano Esercizio, Claudia Gallo, Veronica Gasparoli,
Marco Sandretti
Venerdì 18 febbraio 2011 - ore 21.00

di T. Wilder
regia di Irina Galli
Produzione Centro Studio Attori
con Gabriele Bergonti, Caterina Teoldi, Imelda Sperotto,
Francesco Basile, Francesco D'Amelio, Paolo Modugno,
Chiara Rodoni, Franco Melis
Venerdì 18 marzo 2011 - ore 21.00
di T. Wilder
regia di Alessandro Del Bianco
Co-Produzione Centro Studio Attori - Teatro Cinque
Venerdì 15 aprile 2011 - ore 21.00

Studio scenico
regia di Irina Galli
Produzione Centro Studio Attori
Venerdì 20 Maggio 2011 - ore 21.00
Altri titoli (1/2) si potranno aggiungere dal repertorio del Teatro Cinque, come Giorni felici e Torno Tardi e nuovi studi scenici quali quello su Romeo e Giulietta (teatro e teatrodanza).
Sarà un piacere per noi ascoltare vostre risposte, proposte, considerazioni e invettive. È comprensibile, e preventivabile, una valanga di "CANCELLAMI".
Gli spettatori veramente legati al nostro teatro forse sono addirittura meno di 25, tra i 2800 in media che hanno visto le ultime tre stagioni, ma per come sono legati al nostro lavoro, ci costringono indirettamente ad un'azione e ad un impegno ulteriore.
La maniera in cui possano interagire con il nostro cartellone e con il nostro lavoro sta alla nostra e loro immaginazione, intelligenza e sensibilità.
Ribadiamo dunque che al Teatro Cinque di via Ascanio Sforza vi saranno degli spettacoli in forma compiuta presentati in anteprima a cui saranno ammessi soltanto gli spettatori già possessori di tessera, o con la tessera 2011 preventivamente rinnovata.
Il prezzo dei biglietti, sarà compreso, a seconda dei casi, tra zero e cinque euro.
Gli studi scenici del CentroStudioAttori saranno presentati in anteprima e, tendenzialmente si proporranno, almeno in calendario, in data unica. Solo in caso di esubero di richieste, gli stessi saranno replicati.
Siamo all'epilogo e alla fase finale di una mediocre compagnia che quindi merita di tacere per sempre, oppure nella condizione di una crescita reale e completa.
Confidiamo nelle vostre risposte sperando che siano tante ma soprattutto che siano vere.
Cooperativa Teatro Cinque
Associazione Teatrocinque
Montserrat Camps Llorens
Valeria Impedovo
Paolo Modugno
Letizia Siri
Caterina Teoldi
Irina Galli
Alessandro Del Bianco